Piccoli

L’antico maso quattrocentesco e i suoi massi leggendari

piccoli

Un villaggio “sospeso” tra il monte e la valle, dominato dall’Hochknot a monte (una balza rocciosa che delimita a sud l’altopiano di Lavarone) e il Puvel a valle (un dosso arrotondato simile ai Puveli di Nosellari). Poche case strette le une alle altre che formano un unicum di rara bellezza. Un paese posto a mezza costa, dominato dall’Hochknot a monte (una balza rocciosa che delimita a sud l’altopiano di Lavarone) e il Puvel a valle (un dosso arrotondato simile ai Puveli di Nosellari).

Il tempo qui pare si sia fermato e passeggiando tra le antiche e strette viuzze che si sviluppano tra le case si possono ancora sentire i rumori dei lavori che tempo animavano la comunità. Le case del piccolo borgo mostrano ancora ben visibili sulle facciate i “marcapiani”; fasce orizzontali color giallo-ocra, più meno chiaro o scuro, che segnano decorativamente i vari piani di ogni casa.

Le origini di Piccoli, secondo il poeta e ricercatore Tommaso Franco, sono addirittura quattrocentesche; Franco individua quasi con certezza una stretta relazione tra il villaggio, l’antica Via Imperiale e la vicina postazione daziale del Covelo del Rio Malo.

Particolarità ulteriore è l’origine carsica della zona, evidente in modo manifesto nella cavità del Covelo del Rio Malo così come nella grotta del Zanloch, quest’ultima chiamata anche “buco della sabbia”; la cavità si è ricavata una certa fama ed attorno ad essa si sono moltiplicate storie e leggende.

La terra friabile su cui poggia il paese ne ha determinato l’aspetto attuale, che alcuni ritengono sia nato dopo un terremoto che, nel 1117, fece franare nella zona dell’abitato alcuni grandi massi. Su uno di questi massi gli abitanti costruirono la caratteristica chiesa, ancora visitabile e dedicata alla Madonna della Salette; altri massi presenti negli ampi prati a sud del piccolo borgo celano altre storie.

La più famosa e in parte documentata riguarda le famose Mitrie, ovvero tre grossi massi di frana posti a lato della via Imperiale su uno dei quali risultano incisi gli stemmi delle diocesi di Feltre, di Padova e di Trento che in quel sito ponevano i propri confini terreni e celesti.

 

 

2018-04-12T08:47:40+00:00