La Chiesa di Nosellari

Uno scrigno di devozione popolare di origini antiche

Storia e leggenda si confondono nella chiesa di Nosellari, tipico esempio di tardo barocco delle valli trentine. Sopra l’altar maggiore era originariamente collocata l’immagine della Madonna in visita a S. Elisabetta (Visitazione). A questo quadro, di cui si sono perse le tracce, la credenza popolare attribuiva poteri miracolosi.  Vi si appellavano in particolare le madri che avevano perso un bambino senza prima averlo battezzato: si raccontava, infatti, di numerosi casi di neonati che portati davanti al dipinto iniziassero a dare segni di vita. Nel 1768 il Principe Vescovo di Trento proibì quella pratica in quanto considerata fittizia. Una visita alla chiesa, sempre aperta, permette di avvicinarsi alle forme architettoniche tipiche della devozione popolare locale, ancora molto radicata nei paesi di montagna. 

La visita

La chiesa di Nosellari, dedicata alla Visitazione di Maria Sant’Anna, nasce come capitello nel XVI sec e viene poi trasformata in cappella nel XVII sec: assume l’aspetto attuale alla fine dell’Ottocento, quando viene ampliata notevolmente per adeguarsi alle mutate esigenze di culto della comunità.  È composta da tre elementi principali: l’edificio della chiesa ad unica navata, il campanile a nord-ovest e la sagrestia a nord-est.

La navata è unica, con volta a botte unghiata, dove lo spazio è scandito da coppie di pilastri. Subito a destra, oltre l’acquasantiera di pietra scalpellata, si trova il piccolo battistero di marmo rosso, ricoperto da un armadio di legno decorato. A sinistra è esposta invece la statua del Santo di Padova, definita “Pane di S. Antonio”, simbolo di carità. Fa da soffitto la balconata della cantoria, contrassegnata, in alto, sul parapetto, da un dipinto che richiama i motivi della musica e del canto, la quale però non è più accessibile. Guardando poi verso l’abside si osserva l’altar maggiore in marmo, che custodisce le reliquie dei SS. Martiri Innocente e Felicita. Ai lati dell’altare due nicchie accolgono le statue di  una Madonna con Bambino e San Giuseppe con Bambino.  In cima alla navata di sinistra si nota un bel pulpito di legno, che fa tutt’uno col sottostante confessionale (legno di radica di noce XVlll sec.). Degno di nota è l’organo, realizzato dal maestro artigiano Andrea Zeni di Tesero, inaugurato nel 2009 con un concerto di Adriano Dallapè, docente di Conservatorio e organista del Santuario della Madonna delle Laste a Trento.

La volta è ricca di decorazioni, opera di Agostino Aldi (1932), mentre le decorazioni dell’abside sono molto più recenti (1966) e firmate da Marco Bertoldi.

Tra gli affreschi presenti, il più esteso si trova in prossimità del presbiterio ed è dedicato a Santa Barbara, la protettrice dei minatori e di tutti coloro che hanno a che fare col fuoco o con gli esplosivi (chiaro riferimento ai tanti “noselaroti” partiti minatori per i cantieri di mezza Europa). Secondo affresco, al centro della navata, riproduce il Cristo Pantocratore che mostra nelle pagine di un libro due grandi lettere. Il dipinto più prossimo all’ingresso rappresenta invece Gioacchino e Anna con Maria bambina.

Il presbiterio presenta pavimentazione originale ricomposta con le lastre tardo ottocentesche provenienti dalla navata. Gli affreschi con il tema della Visitazione che ricoprono i tre spicchi che formano la volta dell’abside sono recenti e portano la firma del pittore lavaronese Marco Bertoldi, l’affrescatore delle chiese degli Altipiani. Il soggetto è naturalmente la Visitazione. Altre scene della vita di Maria decorano le restanti zone del soffitto.

INFO

Accessibilità e orari: Sempre aperta

2018-04-12T09:43:42+00:00