Guida Ai Forti

La cinta fortificata che l’Alto Comando Austro Ungarico mise in opera nei primi anni del 900 aveva il duplice scopo di difendere i confini orientali dell’Impero e servire quale base di appoggio per le eventuali offensive volte al fronte italiano. Ben 7 forti furono costruiti sull’altopiano e altri (che non videro però mai la luce causa lo scoppio della guerra) ne furono progettati in Vallarsa; i 7 forti dell’altopiano, Forte Cima Vezzena, Forte Busa Verle, Forte Lusern, Forte Belvedere Gschwent, Forte Cherle, Forte Sommo Alto e Forte Dosso del Sommo sono ancora visibili dopo più di 100 anni, testimoni senza tempo adesso,  sentinelle di guerra allora.

Sul versante opposto, schierati con lo stesso intendimento si contrapponevano i forti italiani: Monte Verena (primo forte ad aprire il fuoco, aprendo di fatto il fronte), Campolongo e Campomolon.

Lungo la linea del confine i forti erano costruiti in posizioni logistiche, con una rete di teleferiche, baraccamenti, magazzini, ospedali attrezzati e presidi operativi sparsi su tutto il territorio, che offrono al visitatore un ampio scenario di guerra di tutto rispetto. Tra tutte queste testimonianze di guerra, particolare rilievo assume la superba e pressoché integra  testimonianza del Forte Belvedere Gschwent di Lavarone.

 


 

 

FORTE BELVEDERE DI LAVARONE

Tra le sette fortezze della cintura fortificata degli Altipiani, il Forte Belvedere è l’unico forte che si salvò all’opera demolitrice degli anni Trenta, questo perché il podestà di allora Quarto Stenghele e Eugenio Osele riuscirono a limitare drasticamente il prelievo del metallo inserito nelle coperture; negli anni Quaranta fu acquistato da Vittore Osele che lo adattò alle visite.

Ora la proprietà è del comune di Lavarone che nel corso degli anni lo ha completamente restaurato restituendolo così in tutta la sua maestosità così come lo era prima dello scoppio della guerra; dotato di un moderno museo multimediale è una delle attrattive storiche più visitate del Trentino.

Percorsi di visita.

Quattro sono i contesti di visita del forte:

  1. Il blocco della caserma che è il corpo principale del forte strutturato su tre piani, il piano terra che era adibito ai servizi logistici e i due piani superiori adibiti in origine agli alloggi della guarnigione e ora al percorso storico espositivo multimediale dedicato alle varie fasi del conflitto, alla vita in trincea e alla vita all’interno della fortezza;
  2. Il blocco delle batterie, raggiungibile mediante due poterne di collegamento e munito di tre cupole che ospitavano gli obici di armamento offensivo;
  3. Le postazioni avanzate, affacciate sulla Val d’Astico e sulla valle del Rio Torto, raggiungibili percorrendo profondi tunnel scavati nella roccia e muniti di rampe di scale;
  4. La copertura, con percorso di visita esterna che comprende le tre cupole corazzate, la cupola osservatorio e il profondo fossato sud.

Come arrivare.

Lo si raggiunge facilmente, da Lavarone Cappella, percorrendo per un tratto la strada per Oseli e quindi 10 minuti a piedi sulla comoda strada di avvicinamento (parcheggio alla partenza).

Per visite guidate e informazioni: Tel. 0464780005 oppure www.fortebelvedere.org

 


 

FORTE CIMA VEZZENA

Forte Cima Vezzena, costruito sul bordo di un’alta parete di roccia che domina la Val Sugana, scavato nella  vetta della montagna fino a sostituirsi  alla stessa, era chiamato l’occhio degli altipiani per la sua posizione strategica; posto a 1908 m. s. l. m. svolgeva  funzioni di osservatorio d’artiglieria dando comunicazioni tempestive sui movimenti delle truppe italiane di stanza ad Asiago.

Come arrivarci.

Forte Cima Vezzena è raggiungibile in circa un’ora e mezzo di cammino partendo da Passo Vezzena (a circa 6 km da Luserna) per un pezzo su strada asfaltata verso malga Marcai e poi su strada sterrata, percorrendo proprio la vecchia carrabile militare che serviva il forte.

 


 

FORTE CHERLE

Costruito sulla sommità dell’omonima altura di fronte all’abitato di San Sebastiano a 1445 m di quota, aveva il compito di controllare la Val D’Astico e determinare lo sbarramento contro eventuali sortite italiane provenienti da est lungo i crinali della costa dei Fiorentini. Sostenne un furioso bombardamento, durato giorni, da parte dei grossi calibri Italiani situati nelle adiacenze di forte Campomolon; numerosi sono i crateri di granata che si vedono tuttora su tutta la copertura del forte.

Uscito dal conflitto pressoché intatto, fu purtroppo demolito nel 1936 per asportare tutto quanto c’era di ferro e acciaio nell’ambito della campagna pre-guerra del ventennio fascista; nei pressi sono visitabili la Scala dell’Imperatore allestita in onore di Carlo d’Asburgo, il cimitero militare e i ruderi dell’ospedale militare di Val Fredda.

Come arrivarci.

È facilmente raggiungibile in automobile, dal Passo del Sommo percorrendo la strada provinciale dei Fiorentini per circa 10 km, poi dall’Albergo Cherle a piedi per circa 300 m.

 


 

FORTE DOSSO DEL SOMMO

Costruito negli anni 1907- 1914 a 1670 m. di quota, Forte Dosso del Sommo era costituito da tre corpi di fabbrica ben distinti ma collegati da gallerie scavate nella roccia; svolgeva una funzione di controllo dei forti Italiani attestati al di là della valle di Terragnolo. Era munito di un grosso rivestimento di calcestruzzo di spessore superiore a 3 metri che all’inizio gli consentì di resistere ai bombardamenti degli obici italiani. Uscito dalla guerra fortemente danneggiato ma ancora integro,fece la fine di altre fortificazioni distrutte per il recupero delle coperture in acciaio.

Come arrivarci.

Da Serrada: è il percorso più lungo ma anche quello più panoramico, prende avvio dalla piazza e si raccorda con l’ex strada militare che porta direttamente al forte. Dura circa 1,5 ore con dislivello di 400 m.

Da Fondo Piccolo: a circa 5 km da Folgaria, in direzione Passo Coe, si segue sulla destra della pista Martinella un tratto che sale in mezzo ai boschi per circa 45 minuti; il rientro alternativo può essere fatto seguendo i crinali che delimitano le piste da sci fino alla discesa finale della pista Trugalait.

 


 

FORTE SOMMO ALTO

Ad altitudine 1613 sulla cima di Sommo Alto è costruito il Forte Sommo Alto, che in coppia con il Forte del Dosso del Sommo, controllava il valico di Passo Coe e la Val Orsara. Costruito tra il 1911 e il 1914 era progettato come caserma fortificata ma durante i lavori fu trasformato in un vero e proprio forte.

Privo di fossato ma difeso da un terrapieno circondato da trincee, reticolati e campi minati era caratterizzato da una fitta rete di profondi camminamenti sotterranei muniti di scale e di rampe che portavano alle postazioni di controllo disseminate negli ampi pianori prativi antistanti l’area.

 

Come arrivarci.

Due sono le vie di accesso: in macchina da Passo Sommo fino all’albergo Ortesino da dove si prende la vecchia carrareccia oppure da Bocchetta Camini poco sopra Fondo Piccolo, prima di arrivare a passo Coe. Il primo percorso per circa due terzi è ombreggiato mentre il secondo è un percorso sempre soleggiato e molto panoramico.

 


 

FORTE BUSA VERLE

Posto a quota 1554 m sull’altura ad est di Passo Vezzena e sulla strada che poi porta al forte Cima Vezzena; con il Forte Lusern aveva la funzione principale di sbarrare l’accesso alle truppe italiane schierate sull’altopiano di Asiago. Sparò più di ventimila proiettili contro le linee Italiane, a sua volta però fu duramente bombardato dal Forte Verena e dalle postazioni mobili di Campomolon; famoso e drammatico il suo tentativo di resa dopo giorni di incessante bombardamento che costrinse il vicino forte Lusern a bombardarlo a sua volta per farlo desistere in attesa dei rinforzi. E’ famoso per aver ospitato nella guarnigione lo scrittore Austriaco Fritz Weber (autore dello splendido libro  Tappe della disfatta) e il regista alpinista Luis Trenker.

Come arrivarci.

Forte Busa Verle è facilmente raggiungibile in circa 20 minuti di cammino da Passo Vezzena percorrendo il primo tratto di strada asfaltata per Forte Cima Vezzena.

 


 

FORTE LUSERN

Posto sopra l’altura di Cima Campo  dominante il paese di Luserna a quota 1549, fu costruito fra il 1908 ed il 1912; insieme a forte Busa Verle, nella battaglia del Basson, inflisse alle truppe italiane che cercavano di sfondare alla conquista di Trento una dura sconfitta, con più di 1000 fanti uccisi o fatti prigionieri.

La sua posizione ben mimetizzata nel bosco, consentiva di difendere sia la val d’Assa verso Asiago che la val d’Astico verso l’alto vicentino; è ricordato per il bombardamento “amico” nei confronti del forte Busa Verle durante la fase concitata del tentativo di resa dello stesso.

Come arrivarci.

Il forte è raggiungibile da Malga Millegrobbe percorrendo a piedi in circa 30 minuti la comoda strada che sale a Cima Campo oppure direttamente da Luserna salendo la vecchia strada sopra il paese. Per visite guidate contattare il Centro Documentazione Luserna, Tel. 0464789638.

 


 

2018-08-27T08:20:11+00:00