Osservatorio Austro-Ungarico di Monte Rust

Durante il conflitto della prima guerra mondiale nei forti del fronte degli Altipiani le comunicazioni avvenivano attraverso il telefono e il telegrafo; nel timore che i bombardamenti le potessero interrompere, gli austro-ungarici adottarono dei sistemi di comunicazione alternativi come l’uso dei piccioni e dei segnali ottici.

Un manufatto di sicuro interesse e fascino è proprio una stazione ottica posta sulla sommità del monte Rust (Hòrst), a monte di Nosellari in posizione dominante e centrale rispetto all’altopiano e quindi strategica in quanto si potevano vedere tutti i forti austroungarici e non solo.

Facilmente raggiungibile da più parti (da Nosellari, Carbonare, Lavarone) e segnalata anche dal sentiero Europeo della Pace, la stazione rende subito l’idea di cosa fosse un sistema di comunicazione ottica in quanto la sua integrità strutturale offre al visitatore la possibilità di visionare i numerosi fori, ben orientati verso i forti, dove erano infissi i proiettori ottici.

La stazione ottica del monte Rust era sicuramente uno dei nodi più importanti della rete di “telegrafi ottici” che assieme alla rete telefonica/telegrafica ed alle radio (rudimentali) costituivano il sistema di comunicazione dell’esercito austro ungarico; grazie ad essa tutte le comunicazioni da e per il fronte, rigorosamente cifrate e basate sul codice Morse, erano immediatamente disponibili ai forti e alle linee fortificate che tracciavano l’altopiano.

Poco distanti dalla stazione si notano delle caverne, utilizzate forse come rifugi durante i bombardamenti o come collocazione dei generatori di corrente. Ma il panorama, nonostante la modesta quota del monte Rust (poco meno di 1300 metri) è sicuramente l’elemento migliore dell’intera zona; non a caso anche in tempo di guerra la sua posizione centrale e panoramica lo ha eletto centro nevralgico delle comunicazioni militari.

2018-04-12T11:22:07+00:00