Dazio

Panorama Dazio Nosellari Oltresommo

La frazione Dazio è situata a 1037 m s.l.m. all’estremo est dell’ampio terrazzo verde dei prati (“Prai”) di Nosellari. Veniva chiamato “ala Stroz”, termine di origine cimbro – tedesca, che più che al maso era riferito all’antica carrareccia, detta comunemente dell’Ancino ma storicamente inquadrata come la Via Imperiale dell’Ancino, che collegava l’Altipiano Cimbro con la sottostante Val d’Astico e lo metteva in comunicazione con l’Alto Vicentino e la vicina Repubblica Veneziana.

Di questa antica strada sono rimaste buone tracce, e risulta ancora interamente percorribile, ovviamente a piedi, mostrando di sé punti panoramici naturalistici e storici di sicuro fascino. La strada attraversava (ed in parte attraversa ancora) l’attuale centro abitato dove anticamente era posta una stanga doganale dove l’allora Impero Asburgico riscuoteva il “dazio imperiale” sulle merci provenienti dal Veneto (riferimenti bibliografici risalenti alla fine del diciassettesimo secolo).

Si narra (ma la notizia non è documentata) che poco a valle dell’abitato, lungo la Via Imperiale dell’Ancino scendendo verso il piccolo abitato di Piccoli, in una caverna naturale posta a strapiombo sulla strada, viveva una famiglia, reietta da tutti ed in condizioni di assoluta povertà; tale anfratto ricordato come “Bus del’Angelon” è ancora esistente e visibile a tutti coloro che percorrono l’attuale SP 216 che conduce verso Masi di Sotto. Pur non essendo di facile accesso e poco agibile, caratterizza ancora l’alta parete a strapiombo lungo la quale fa bella mostra, ancora viva e vegeta, un’antica vite piantata più di un secolo fa.

Sito di sicuro interesse presente nei pressi del paese è la Lunt (comunemente nota anche come Spaccata), una profonda fenditura nella roccia che precipita nella sottostante Val d’Astico con un impressionante salto verticale di circa 100 metri; la vista è suggestiva e il luogo mette qualche brivido, il che giustifica l’interesse naturalistico e turistico.

Durante la Grande Guerra, come dimostra la presenza di un profondo tunnel scavato nella roccia (lo stól), l’area ospitò la stazione di arrivo di una teleferica militare leggera che saliva dai Busatti.

2018-03-23T10:17:09+00:00